La formazione ricevuta dallo studente durante il percorso triennale di studi gli consente, una volta conseguito il titolo di primo livello, di potersi inserire nel mondo del lavoro con incarichi proporzionati alla sua preparazione, sia nelle amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche, sia in quelle private, data la crescente importanza che assumono le relazioni internazionali anche nell'ambito delle imprese di piccole e medie dimensioni. Le conoscenze acquisite consentono al laureato in Scienze politiche e delle Relazioni Internazionali una grande flessibilità nella scelta dei vari sbocchi lavorativi, i quali richiedono una formazione multidisciplinare e una conoscenza specifica nel settore internazionale. Nel contesto politico, economico e sociale contemporaneo, il laureato della classe L-36 può trovare impiego, per fare alcuni esempi, negli sportelli di consulenza internazionale o quale consulente nelle attività di progetti finanziati dall'Unione Europea, o ancora nelle imprese che operano nel terzo settore. Le conoscenze acquisite preparano alla partecipazione ai concorsi per le istituzioni comunitarie e internazionali o ai bandi delle ONG che si occupano di cooperazione allo sviluppo.
I laureati del corso, acquisendo le necessarie competenze metodologiche, professionali e culturali fornite dagli insegnamenti giuridico-internazionalistici, storico-politici e socio-economici, in maniera specifica, potranno svolgere attività professionali in imprese nazionali, europee e internazionali nonché in organizzazioni governative, non governative e del terzo settore, come i centri per la gestione del fenomeno migratorio, anche operanti nella cooperazione allo sviluppo e alla pace.
Il conseguimento del titolo triennale permette di partecipare ai concorsi pubblici che richiedano una figura professionale qualificata, in particolare nell'ambito europeo e internazionale; inoltre, secondo le procedure di selezione pubblica o tramite l'affidamento di incarichi, consente di lavorare presso le ambasciate, i consolati, gli istituti di cultura, gli uffici delle regioni e degli enti locali preposti ai bandi e ai progetti europei e, infine, in centri di studi specializzati nelle analisi delle relazioni politiche internazionali.
Sbocchi professionali:
- Organizzazioni governative europee e internazionali
- Organizzazioni internazionali non governative e organizzazioni del terzo settore che si occupano della promozione e tutela dei diritti umani, dell'ambiente e dello sviluppo
- Pubbliche amministrazioni nazionali, regionali e locali
- Imprese private, del privato sociale e non profit
- Cooperative e associazioni del terzo settore
- Centri per la gestione del fenomeno migratorio
- Centri operanti nella cooperazione allo sviluppo e alla pace.