La libertà di circolazione e accesso al lavoro dei cittadini dei nuovi Stati membri UE e dei loro familiari: uno degli ultimi baluardi della discriminazione in base alla nazionalità tra cittadini dell'Unione
Articolo
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Il tema della libertà di circolazione e accesso al lavoro subordinato dei neo-cittadini UE nel territorio di uno Stato membro preesistente e, soprattutto, dei limiti contenuti nelle misure transitorie previste negli allegati agli atti di adesione di nuovi Stati membri non ha suscitato particolare interesse in dottrina. il trattamento discriminatorio nei confronti dei neo-cittadini dell'UE, seppur temporaneo, non è mai stato oggetto di trattazioni sistematiche che evidenziassero nello specifico le eventuali violazioni del principio di non discriminazione e le possibili soluzioni. Il presente lavoro si è posto l'obiettivo di analizzare, più nel dettaglio, tali forme di discriminazione in base alla nazionalità nei confronti dei neo-cittadini UE e dei loro familiari, rispetto al trattamento riservato ai cittadini nazionali dello Stato membro ospitante, ai cittadini UE di un altro Stato membro preesistente o a quelli di un nuovo Stato membro nei confronti dei quali non si applicano misure transitorie. Dopo aver evidenziato tali forme di discriminazione, si è cercato di suggerire ed elaborare alcune possibili soluzioni, sia interne all'ordinamento giuridico UE, sia esterne ad esso, come nel caso della CEDU e del ricorso al suo organo giurisdizionale, la Corte europea dei diritti dell'uomo.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
Accesso al lavoro, Cittadini nuovi Stati membri UE, Discriminazione in base alla nazionalità
Elenco autori:
Messina, Michele
Link alla scheda completa:
Link al Full Text:
Pubblicato in: