Data di Pubblicazione:
2005
Abstract:
Lo scompenso cardiaco acuto fino ad oggi non ha ancora
una definizione univoca, forse perché non viene considerata
una specifica entità patologica, ma piuttosto una sindrome,
che secondo una Consensus Conference della European
Society of Intensive Care Medicine (ESICM) va intesa come
un improvviso e rapido manifestarsi di segni e sintomi ingravescenti di un severo e acuto deterioramento della normale funzione cardiaca. Il denominatore comune è rappresentato da una acuta e progressiva
riduzione della gittata cardiaca (CO), con aumento
della pressione d'incuneamento dei capillari polmonari
(PCWP) e con congestione e ipoperfusione tissutale, per la
incapacità del miocardio a mantenere una gittata cardiaca
(CO) e un "oxygen delivery" (DO) sufficienti a soddisfare il
fabbisogno periferico (V02).
La condizione essenziale per il successo del trattamento farmacologico
di tale sindrome è rappresentata da una certa
reversibilità della disfunzione miocardica stessa, e lo stesso
protocollo terapeutico varia secondo la causa che lo ha provocato
e le sue modalità di presentazione.
Punto focale dell'iter terapeutico è, pertanto, rappresentato
dalla precisa conoscenza della patologia di base, dalla esatta
ricognizione e dal tempestivo trattamento dei fattori scatenati
fibrillazione atriale, crisi ipertensiva, ischemia/infarto del
miocardio, fatti infettivo-infiammatori acuti o quant'altro può
alterare la funzionalità miocardia fino allo scompenso.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
scompenso cardiaco acuto; inotropi
Elenco autori:
Sinardi, Angelo; Sinardi, Luca; David, Antonio; Mondello, Epifanio; Guzzo, Luciano
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: