Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
Ebraismo, Cristianesimo, Islam, Bibbia, Corano – tre religioni, due testi sacri, un monoteismo: così si potrebbe riassumere un modo oggi non infrequente di intendere i rapporti interreligiosi e studiare l’identità propria ed altrui. I suoi limiti sono esaminati in questo articolo facendo emergere:
il peso rilevante di operazioni di riscrittura deformante delle tradizioni altrui (ma anche la maggior distanza tra il Gesù del Corano e quello dei Vangeli che non tra questo e quello gnostico, ancora ben intriso della testualità gesuana);
la ben diversa organizzazione concettuale delle Bibbie ebraica e cristiana;
l'estrema varietà di strategie confessionali di antologizzazione e lettura, che sono anche operazioni di risignificazione/riscrittura;
le ben diverse enfasi nella ricezione del testo biblico nei testi confessionali delle varie denominazioni cristiane, attraverso l'analisi delle citazioni bibliche;
l'estrema distanza tra le polemiche ebraico-cristiane, interne ad un condominio testuale, e la conoscenza estremamente vaga del testo biblico mostrata dal Corano.
Il lavoro si conclude con un riesame delle profonde differenze che i tre testi sacri mostrano anche nelle forme di autorialità all'opera, individuale nel Corano, plurima, con elementi di divergenza, ma in un ambito temporale piuttosto circoscritto il Nuovo Testamento, secolare, non priva di polemiche interne, ma anche scandita in fasi successive, che riposano in parte sulle precedenti, la Bibbia ebraica.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Elenco autori:
Mora, Fabio
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