Data di Pubblicazione:
2023
Abstract:
La nuova “questione salariale” è parte costitutiva del tema del lavoro povero - inteso come crescita esponenziale di aree del lavoro dove la retribuzione non è sufficiente, generando drammatici fenomeni di povertà - e che è all’attenzione della dottrina, delle istituzioni pubbliche, dei sindacati. Anche paesi dotati di meccanismi di estensione erga omnes dell’efficacia dei contratti collettivi hanno istituti di salario minimo legale, dimostrando che la fissazione per via legislativa dei minimi salariali non è, o non è sempre, alternativa all’attribuzione di efficacia generale ai contratti collettivi, come testimoniano alcune esperienze straniere, in cui entrambi gli strumenti coesistono: il salario minimo legale universale costituisce la base per la contrattazione collettiva erga omnes. Si deve evidenziare che la più recente giurisprudenza di legittimità, ha eccepito in alcuni casi i trattamenti retributivi base dei CCNL, pur se stipulati dalle organizzazioni sindacali c.d. “comparativamente più rappresentative” sulla base del rispetto del principio di sufficienza. Serve una legge di attuazione - attraverso il diritto vivente per un equilibrio tra autonomia e legge - dei commi 2, 3 e 4 dell’art. 39 della nostra Carta fondamentale.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
Salario, povertà, legge, giurisprudenza, contrattazione collettiva
Elenco autori:
Ballistreri, Gandolfo
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