Data di Pubblicazione:
2019
Abstract:
È ormai consolidata in letteratura l’idea che la formazione dell’assistente sociale non possa essere esclusivamente di
tipo nomotetico ma debba passare per una modalità partecipativa, riflessiva, attiva, idiografica (Pellegrino 2018; Gui
2017; Pellegrino, Scivoletto, 2015; Fargion 2013; Tarsia 2009).
È da questi presupposti che si è partiti con la sperimentazione di una didattica partecipata e situata (Lave, Wenger
2006) che nell’arco di due anni ha coinvolto 100 studenti iscritti al primo anno e circa 60 assistenti sociali della provincia
di Messina nell’ambito delle materie caratterizzanti del CdS in Scienze del Servizio sociale di Messina.
Nel I anno si è lavorato con gli studenti alla costruzione dei principali modelli teorico- operativi del Servizio sociale
attraverso la somministrazione di una intervista in profondità alle assistenti sociali di enti del settore pubblico
e del privato sociale. Il metodo è stato di tipo induttivo-fenomenologico- costruttivista (prassi-teoria-prassi).
Ad oggi è in corso la valutazione (tramite un questionario semi-strutturato) dell’azione del primo anno: le
traiettorie seguite sono due 1) ricaduta sull’apprendimento delle conoscenze proprie del Servizio sociale
2) ricaduta sull’apprendimento situato nell’ambito del tirocinio. Durante il II anno sono state organizzate due
lezioni partecipate e situate sui temi dei «servizi per pazienti psichiatrici» e «servizi di accoglienza per migranti
forzati»: la regia è stata di due tavoli di coordinamento (ricercatori, professionisti del settore e beneficiari/ospiti
dei servizi). Il processo è stato scandito da tre momenti: organizzazione della lezione, lezione, verifica. La verifica
è stata realizzata attraverso l’analisi SWOT e ha rilevato il tipo di valore aggiunto che la partecipazione a questa
esperienza ha determinato sugli operatori e il gradimento degli studenti.
I risultati della ricerca interessano, da un lato, la ricaduta dell’utilizzo di questa metodologia di lavoro sulla
formazione universitaria degli studenti e dall’altro l’implementazione delle competenze degli operatori in
termini di lifelong learning e aggiornamento professionale: aspetti particolarmente interessanti riguardano
l’ampliamento della visuale su questioni di competenza specifica; investimento nell’ampliamento della rete;
aderenza della didattica alle questioni legate all’innovazione della pratica professionale; significazione del patto
formativo tra CdS ed enti convenzionati per il tirocinio.
tipo nomotetico ma debba passare per una modalità partecipativa, riflessiva, attiva, idiografica (Pellegrino 2018; Gui
2017; Pellegrino, Scivoletto, 2015; Fargion 2013; Tarsia 2009).
È da questi presupposti che si è partiti con la sperimentazione di una didattica partecipata e situata (Lave, Wenger
2006) che nell’arco di due anni ha coinvolto 100 studenti iscritti al primo anno e circa 60 assistenti sociali della provincia
di Messina nell’ambito delle materie caratterizzanti del CdS in Scienze del Servizio sociale di Messina.
Nel I anno si è lavorato con gli studenti alla costruzione dei principali modelli teorico- operativi del Servizio sociale
attraverso la somministrazione di una intervista in profondità alle assistenti sociali di enti del settore pubblico
e del privato sociale. Il metodo è stato di tipo induttivo-fenomenologico- costruttivista (prassi-teoria-prassi).
Ad oggi è in corso la valutazione (tramite un questionario semi-strutturato) dell’azione del primo anno: le
traiettorie seguite sono due 1) ricaduta sull’apprendimento delle conoscenze proprie del Servizio sociale
2) ricaduta sull’apprendimento situato nell’ambito del tirocinio. Durante il II anno sono state organizzate due
lezioni partecipate e situate sui temi dei «servizi per pazienti psichiatrici» e «servizi di accoglienza per migranti
forzati»: la regia è stata di due tavoli di coordinamento (ricercatori, professionisti del settore e beneficiari/ospiti
dei servizi). Il processo è stato scandito da tre momenti: organizzazione della lezione, lezione, verifica. La verifica
è stata realizzata attraverso l’analisi SWOT e ha rilevato il tipo di valore aggiunto che la partecipazione a questa
esperienza ha determinato sugli operatori e il gradimento degli studenti.
I risultati della ricerca interessano, da un lato, la ricaduta dell’utilizzo di questa metodologia di lavoro sulla
formazione universitaria degli studenti e dall’altro l’implementazione delle competenze degli operatori in
termini di lifelong learning e aggiornamento professionale: aspetti particolarmente interessanti riguardano
l’ampliamento della visuale su questioni di competenza specifica; investimento nell’ampliamento della rete;
aderenza della didattica alle questioni legate all’innovazione della pratica professionale; significazione del patto
formativo tra CdS ed enti convenzionati per il tirocinio.
Tipologia CRIS:
14.d.1 Abstract in Atti di convegno
Keywords:
didattica universitaria, apprendimento situato, patto formativo, riflessività, partecipazione
Elenco autori:
Tarsia, T.
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
II° Conferenza Italiana sulla Ricerca di Servizio Sociale. Book of abstract