Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
Ci si interroga sulla tematica del rischio di violazione della sfera della privacy del contribuente in caso di attivazione di procedure di riscossione coattiva. Secondo la giurisprudenza di legittimità, infatti, la comunicazione e la diffusione dei dati personali da parte di soggetti pubblici a privati o a enti pubblici economici sono ammesse solo se previste da norme di legge o di regolamento ed, anche con riguardo ai concessionari della riscossione, se si verte in tema di disposizioni in materia di tributi, in relazione ai contribuenti. E, pertanto, non si riconosce la predetta lesività alla dichiarazione stragiudiziale prevista nel decreto sulla riscossione. Obiettivo del lavoro è ricostruire le ragioni in base alle quali i Supremi giudici arrivano a questa conclusione, al fine di comprendere se sia giusto che l’impianto delle procedure esecutive previste per la riscossione coattiva privilegi la tutela dell’interesse fiscale a scapito di quella dell’interesse del contribuente esecutato e dei terzi, le cui sfere giuridico-patrimoniali vengono fortemente compresse.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
RISCOSSIONE; contribuente; dati personali; dichiarazione stragiudiziale; privacy
Elenco autori:
Accordino, Patrizia
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