Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
Il saggio analizza il difficile percorso di defascistizzazione compiuto dalle forze anglo-americane all'interno delle università del mezzogiorno, all'indomani della caduta del regime fascista. Iil lavoro si divide in due parti: nella prima è stata esaminata la legislazione fascista alla quale si erano dovuti uniformare gli atenei durante il regime, in particolare le riforme De Vecchi e Bottai. In questo contesto, peculiare attenzione è stata riservata alla cosiddetta "politica della razza", in base alla quale non solo venivano istituiti nuovi insegnamenti ( fra il 1938 e il 1940), sempre più in linea con la cultura della razza sia nelle scienze giuridiche e sociali che nelle discipline mediche e biologiche, ma soprattutto venivano allontanati i docenti di religione ebraica. Nella seconda parte è stato analizzato il processo di defascistazzione posto in essere dal Governo Militare Alleato. Nel panorama delle università del Mezzogiorno, un laboratorio di tale a sé è rappresentato dal caso siciliano. In tale contesto, la Educational Commission avrebbe soppresso le cosiddette discipline fasciste, epurato i docenti più compromessi con il regime e soprattutto nominato i nuovi rettori, presidi e ben trentanove professori nei tre atenei siciliani.Le nomine avrebbero rappresentato un unicum rispetto alla politica di epurazione praticata successivamente negli altri atenei italiani.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
università, mezzogiorno, fascismo, epurazione
Elenco autori:
Pelleriti, Provvidenza
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