Data di Pubblicazione:
2014
Abstract:
La nefropatia acuta da fosfati è una realtà clinica emersa negli ultimi anni in pazienti che avevano effettuato
pochi giorni prima una preparazione per colonscopia, con soluzioni orali a base di fosfato (OSPS).
Tale condizione di danno renale indotto da OSPS si può manifestare precocemente in maniera acuta o in
una forma tardiva più insidiosa. La prima si presenta con una sintomatologia acuta, di solito entro poche
ore dalla preparazione intestinale e si manifesta con una marcata iperfosfatemia (4.5–19.4 mmol/l) e ipocalcemia
(1–1.17mmol/l). In alcuni casi la funzione renale recupera in maniera completa, mentre altri sviluppano
una malattia renale cronica. Nella forma tardiva, non si ottiene mai il completo recupero ed in
alcuni casi si determina una progressione verso l’ESRD.
A livello istologico, si osservano depositi intratubulari di fosfato di calcio a livello del tubulo distale e del
dotto collettore con atrofia tubulare e fibrosi interstiziale. Fattori predisponenti all’insorgenza della nefropatia
acuta da fosfati sono: il sesso femminile, età avanzata, diabete mellito, ipertensione arteriosa, malattia
renale cronica e l’uso diuretici o farmaci attivi sul sistema renina-angiotensina.
La diagnosi è suggerita dall’associazione temporale tra il danno renale acuto e l’assunzione dei purganti
intestinali contenenti fosfato di sodio, peraltro molti quadri di danno cronico possono spesso sfuggire se
non ricercati con controlli periodici degli esami di funzionalità renale; la diagnosi definitiva deve essere
confermata dalla biopsia renale. La Food and Drug administration (FDA) ha pubblicato un “alert” nel 2006,
raccomandando cautela nell’uso delle OSPS in pazienti con funzionalità renale compromessa
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Elenco autori:
Aliotta, R; Rapisarda, F; Buemi, Michele; Santoro, Domenico
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