Data di Pubblicazione:
2006
Abstract:
Il convivente more uxorio che chieda il ristoro dei danni a lui, quale vittima secondaria, arrecati da fatto illecito del terzo consumati a danno del partner, deve dimostrare la sussistenza di una convivenza duratura, stabile e consolidata, vale a dire assimilabile, per profondità di vincoli affettivi e continuitò di reciproca assistenza, alla convivenza coniugale: solo in tal caso può dirsiche il convivente ha titolo per essere risarcito di un "vulnus"ingiusto ed anche formalmente rilevante.
Tipologia CRIS:
14.a.5 Nota a sentenza
Elenco autori:
Cocuccio, Mariafrancesca
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