Data di Pubblicazione:
2006
Abstract:
Il trattamento dell'ARDS conclamata, nel contesto di una
SIRS/ Sepsi, spesso comporta la necessità di un ricorso
agli anticoagulanti naturali ( AT III, rhAPC, etc.) per poter
risolvere l'esasperato processo coagulativo-infiammatorio
che sistemicamente coinvolge l'endotelio fino alla MODSMOF,
di cui l' ARDS rappresenta talora solo la prima e più
eclatante manifestazione.
Tuttavia, il rapporto tra sicurezza ed efficacia, anche in
termini di risoluzione di tale grave disfunzione endoteliale,
ancora oggi solleva qualche perplessità sulle realtà di
tali trattamenti a fronte di pericolosi effeui collaterali che
costantemente incombono su tali terapie, quali le gravi
emorragie spesso improvvise e non sempre facilmente
trattabili 1.
Pertanto, in una ottica più vantaggiosa di profilassi appare
opportuno tentare di modulare prevenlivamente l'imerazione
PMN-endotelio, allo scopo di minimizzare la
disfunzione dell'endotelio, causata da ROS, proteasi, RNS,
perossinitriti etc di derivazione leucocitaria, preservandone
le prerogative anticoagulanti, unica vera ed effettiva
garanzia nei confronti di CIO, ARDS, MOOS e MOF.
Per tale motivo da qualche tempo abbiamo messo in atto,
nei riguardi di pazienti critici potenzialmente candidati ad
un processo settico, un protocollo di prevenzione volto a
modulare e contenere la risposta infiammatoria entro gli
argini della normale "fisiologica" infezione, evitandone il
deragliamento verso l'atteggiamento infiammatorio iperaggressivo e protratto che souende e sostiene la sepsi e
la sua progressione verso il danno d'organo.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
ARDS; pemossifillina; N-acetilcisteina
Elenco autori:
Sinardi, Angelo; David, Antonio; Mondello, Epifanio
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