Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
La pronuncia della Suprema Corte 27 aprile 2017, n. 10377 sollecita una riflessione critica sulla ripetuta definizione quale detenzione qualificata, anziche´ ospitale, del potere di fatto sull’alloggio comune da parte del convivente more uxorio, non titolare di diritti su di esso, e altresı` sulla tutela giudiziale del godimento dell’immobile da parte dello stesso convivente, oltre la cessazione della convivenza; offre inoltre lo spunto per un ripensamento dell’uso della buona fede nella materia delle convivenze di fatto, da cui discenderebbe, secondo la sentenza in esame, l’obbligo per il soggetto, che intenda rientrare legittimamente nel possesso del bene, di concedere al partner un termine congruo per la ricerca di una nuova sistemazione abitativa.
Tipologia CRIS:
14.a.1 Articolo su rivista
Keywords:
Possesso (materia civile), Conservazione e perdita del possesso e della detenzione, Convivente more uxorio. Detenzione della casa di abitazione comune in proprietà dell’altro convivente, Qualificazione, Cessazione della convivenza, Conseguenze, Obblighi di correttezza e buona fede gravanti sul soggetto legittimato a rientrare nella disponibilità dell’immobile
Elenco autori:
Fazio, Eugenio
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: